Vedi il video Mp4 Video giunto al secondo posto al concorso di idee promosso per il Raduno Internazionale di Speleologia
Quando la scuola entra in grotta (e ne esce vincitrice!)
In occasione del Raduno Internazionale di Speleologia Syphonia 2024 è stato lanciato un concorso di idee rivolto alle scuole, con un obiettivo semplice e bellissimo: raccontare il mondo della speleologia e della montagna, in qualsiasi forma e su larga scala, con il supporto degli speleologi del territorio.
L’Istituto Superiore “Pomponio Leto” di Teggiano, insieme al GAL e con il coinvolgimento del Gruppo Speleo Alpino Vallo di Diano, ha deciso di raccogliere la sfida.
Si è partiti dai banchi di scuola, con un’introduzione alla speleologia: cos’è, perché si fa, cosa si studia, perché le grotte non sono solo “buchi nel terreno” ma archivi naturali, riserve d’acqua, ecosistemi delicatissimi.
Poi, inevitabilmente, è arrivato il momento più atteso: il campo.
Zaini in spalla, curiosità accesa e occhi ben aperti, ci siamo spostati sul Monte Cervati, tra la Grotta dei Vallicelli e Bocca la Tronata, una suggestiva risorgenza valclusiana, collegate tra loro da canali sotterranei che raccontano una storia invisibile ai più, ma chiarissima a chi sa leggerla.
Guidati dai loro docenti — Dott. Riccardo Di Novella, Prof. Vincenzo La Maida e Prof. Antonio Sica — e affiancati dagli speleologi del gruppo e dall’esperto Ing. Giovanni D’Alessio, i ragazzi hanno trasformato l’esperienza in qualcosa di concreto: una brochure informativa e un percorso trekking che collega i due siti, rendendo fruibile e comprensibile un pezzo di territorio spesso dato per scontato.
Il tutto è stato fotografato e documentato con grande attenzione e sensibilità da Nicola Pascuzzi (foto e video), mentre la parte di comunicazione e media è stata curata da Nicola Cestaro, permettendo di raccontare l’esperienza anche oltre il campo.
A sostenere e accompagnare il progetto, il GAL Vallo di Diano, con la Presidente Angela D’Alto e il Dott. Italo Bianculli, che hanno creduto nel valore educativo e territoriale dell’iniziativa sin dal primo momento.
A chiudere il cerchio, come ogni esperienza che si rispetti, un momento conviviale sul prato: mangiare insieme, bere qualcosa, ridere, guardarsi intorno e capire che sì — la speleologia è anche questo: comunità, scambio, stare bene insieme all’aria aperta (dopo essere stati sotto terra).
Il risultato?
Al concorso di Syphonia 2024 i ragazzi hanno conquistato il secondo premio, ma soprattutto hanno portato a casa qualcosa che non entra in una classifica: l’esperienza diretta di un raduno di speleologia, vissuto con occhi nuovi e con la consapevolezza di farne, anche solo per un tratto di strada, parte.
E noi?
Noi siamo tornati a casa con una certezza in più: quando scuola, territorio e speleologia camminano insieme, il risultato è sempre una bella storia da raccontare. E questa, credeteci, lo è stata davvero.


