06 Novembre 2025
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16 Novembre 2025 – “Puliamo il Buio” Grotta Milano-Poeta in Petina (SA)

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Domenica 16 Novembre il GSAVD, con l'aiuto dell’amministrazione comunale di Petina, ha organizzato l'evento “Puliamo il Buio" da svolgere come l'anno scorso all’interno della grotta Milano.
L'evento avrà corso nella mattinata mentre nel pomeriggio ci sarà un incontro con la popolazione al “Teatro comunale” di Petina per parlare della salvaguardia dell’ambiente ipogeo e della tutela delle acque sotterranee, bene sempre più prezioso.

Locandina Puliamo il Buio 2025

domenica 16 novembre

pulizia degli ambienti ipogei da parte degli speleologi

ore 9:00 raccolta rifiuti in grotta Milano e nel torrente

ore 16:00 c/o il Teatro Comunale di Petina presentazione del PiB, analisi dei rifiuti raccolti e discussione sull'importanza della tutela e della salvaguardia del paesaggio carsico

L'evento è aperto a tutti coloro che vogliono dare il proprio contributo per proteggere l’ambiente ipogeo e le sue acque.

Unisciti a noi per fare la differenza!

Per info sugli appuntamenti:

Simona Cafaro 3205719482

Gaetano Petrizzo 3453528328

03 Maggio 2025
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01/05/25 Petina - Controllo sifoni nella Grava del Poeta

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A cura di Giacomobello  Maria

Partecipanti: Antonio Denora (CARS), Chiara Gadaleta (CARS), Pino Paladino (GSAVD), Alessandra Lanzetta (free speleo), Domenico Perrotta (GSAVD), Maria Giacomobello (CARS).

L’intenzione iniziale era quella di entrare da Grotta Milano ma una volta arrivati sul sito ci rendiamo conto che il ruscello é attivo e che le cascatelle sui dislivelli iniziali che in estate sono quasi del tutto inesistenti, portano all’interno della grotta ancora troppa acqua per poter affrontare la progressione.

Grava del poeta
 

 Decidiamo quindi di entrare da grotta del Poeta poiché quell’ingresso non capta le acque esterne, pur sapendo che alla base del pozzo avremmo sicuramente trovato l’acqua immessa dalla Milano. Di fatto, scendendo il pozzo, già nei primi metri é stato chiaro il gorgoglìo rumoroso, che in altre occasioni è solo sussurrato, dell’acqua. Ricongiunti alla base, abbiamo provato a raggiungere il collettore ma arrivati al primo sifone ci accorgiamo che lo spazio per il passaggio é insufficiente per poterlo affrontare in sicurezza, quindi desistiamo.

Vedi il video 

Mp4 Video

Il meandro dove é presente il sifone é a forma di serratura rovesciata quindi l’unica parte libera dall’acqua é la fessura sovrastante che non permette il passaggio con il casco e in ogni caso l’acqua arriverebbe fino alle narici.

Tornando indietro decidiamo di andare a controlla il sifone verso la Milano e li ahimè l’acqua ha chiuso di nuovo completamente la giunzione tra le due grotte, quindi, guadagniamo la strada verso l’uscita affrontando la risalita dal Poeta.

Parlandone all’esterno decidiamo che ci ritorneremo verso i primi di luglio.

22 Aprile 2025
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19/04/2025 - Piccola relazione sulla ricerca di grotte nel territorio Laurino, Valle dell'Angelo, Rofrano.

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A cura di Michele Grillo.

Oggi abbiamo concluso una prima parte della nostra esplorazione nelle terre selvagge dei tre confini.

Tre confini

Le enormi pareti rocciose ed instabili ci hanno costretto a proseguire in due step: attrezzare la parete per la risalita con una prima visione al nostro obbiettivo principale (una grotta in parete al fianco del grande portale), per poi ritornare, rilevare tutto per il catasto ed entrare in un angolo della grotta per vedere se questa proseguiva, ma purtroppo la fortuna non è stata della nostra.

Ma va bene così, stanchi e soddisfatti, avendo rilevato per il catasto il grande portale, la grotta in parete (a cui abbiamo assegnato il nome: "Grotta DP20fix") e la piccola grotta sotto.

Tre confini 3Tre confini 4

 

In queste terre silenziose e affascinanti il tempo scorre lentamente per la natura selvaggia che lo circonda, il canto dei corvi ti distoglie dalla concentrazione e ti fa capire che quelle terre e quello che vuoi scoprire non è tuo!

Ritorneremo per l' ultimo obbiettivo da esplorare, ma poi andremo via, lasceremo in pace questi posti, posti non adatti all'uomo, ma solo allo scorrere silenzioso del tempo di una natura selvaggia!!!

Hanno partecipato fino ad ora nel giro di ricerche Grillo Michele, Costantino Perciante, Domenico Perrotta, Adriano Auleta, Antonio Laneve e Pino Paladino

SSG PiantaDP 20 fix Pianta

Gran Portale PiantaTre confini 2


 

 

15 Aprile 2025
Visite: 1275

06 aprile 2025 - Resoconto giornata di avvicinamento alla speleologia

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Come Gruppo Speleo Alpinistico Vallo di Diano, ogni anno organizziamo con entusiasmo una giornata di avvicinamento alla speleologia, un momento aperto a tutti per far conoscere da vicino il mondo sotterraneo, con le sue bellezze, i suoi silenzi e le sue profonde suggestioni.

avvicinamento 2025 5

Anche questa volta abbiamo scelto di accompagnare i partecipanti nella Grotta di Mariolomeo, una cavità ad andamento orizzontale, situata nel comune di Casaletto Spartano. All’iniziativa hanno preso parte 22 persone, provenienti non solo dalla Campania ma anche dalla vicina Basilicata.

avvicinamento 2025 2

Tra loro anche alcuni bambini, segno che la curiosità e il desiderio di esplorare non hanno età. Con noi anche gli amici del Gruppo Speleo Melandro, con cui condividiamo da sempre esperienze, valori e passione per il mondo ipogeo.

avvicinamento 2025 3

La giornata è iniziata con una breve introduzione sul nostro gruppo, su cosa significa fare speleologia e su come comportarsi in grotta, per garantire la sicurezza di tutti e il rispetto dell’ambiente.

avvicinamento 2025 4

Una volta entrati, abbiamo effettuato alcune soste lungo il percorso per raccontare l’origine delle cavità carsiche, la fragilità e l’importanza di questi ambienti, e soffermarci su uno degli aspetti più significativi: la presenza dell’acqua sotterranea, risorsa invisibile e fondamentale, che questi territori custodiscono con estrema delicatezza.

Tra i momenti più emozionanti, l’invito ai partecipanti a spegnere le luci e restare in silenzio. Un gesto semplice, ma capace di trasformarsi in un’esperienza profonda: ascoltare il buio significa percepire lo spazio, se stessi e la voce della natura, che anche nel silenzio più assoluto riesce a farsi sentire.

Usciti dalla grotta, ci siamo ritrovati tutti insieme per un pic-nic conviviale, ricco di sapori, chiacchiere e condivisione. Perché la speleologia è anche questo: fare gruppo, vivere esperienze autentiche, creare legami. È stata una giornata intensa, vissuta con entusiasmo, curiosità e meraviglia. Ringraziamo di cuore tutti i partecipanti per la fiducia e l’energia che hanno portato con sé.

avvicinamento 2025 1

 

14 Aprile 2025
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Sabato 8 marzo 2025- Monti Alburni_ Grava d’Inverno: armo completo fino al “vecchio fondo”

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Gsavd: Domenico Perrotta, Giuseppe Paladino

Periodo abbastanza complesso questi ultimi mesi di inizio 2025, la partecipazione del gruppo alle uscite in grotta è sempre più rada, per motivazioni individuali più che comprensibili, e alla fine siamo in due, ma l’importante è fare.

Quarta tappa a Grava d’Inverno, dopo una prima uscita con gli amici del Cai Na, e le successive del Gsavd fino all’armo del secondo P35, io e Pino ci accingiamo a raggiungere il fondo (il “vecchio fondo” mi dirà Pino in grotta, perché in realtà poi ce n’è un altro...o meglio qualcosa che gli somiglia...o forse sono io che somiglio ad uno che sembra capire quello che dice Pino...alla fine dico “si, ho capito”...ma sta “storia di fondi” in fondo forse non mi è molto chiara...ma lasciamola lì…).

Calda giornata di marzo: a Sant’Angelo a Fasanella salutiamo quelli del Cai Na che vanno a disarmare DPIF a Corleto Monforte (con tanto di autorizzazione del Sindaco, del Prefetto, il Presidente della Repubblica e anche il fratello di Parascandalo), quando, sistemato l’occorrente in una sola auto, saliamo all’Osservatorio Astronomico.Sacchetto d’armo, corde, maglie rapide, questa volta simulo il tutto come si deve, registrando l’avvicinamento col Gps e portandomi per la prima volta il telefono in grotta (lasciato all’imbocco del primo pozzo), perché in effetti ha più senso averlo lì in caso di necessità, piuttosto che dover uscire dalla grotta e dover arrivare fino all’auto a riprenderlo (impresa affatto banale a quanto mi hanno raccontato, soprattutto in caso di nebbia).

Ore 11:45: Entriamo.

Sacco non esagerato, ma bisogna avanzare con passo regolato per non sudare eccessivamente: la discesa è tranquilla, Grava d’Inverno e i suoi abitanti ci accolgono in un silenzio di pace, qualcuno dorme appeso a testa in giù: “Occhio qui, fai attenzione a non disturbarlo!”...”e che cazzo, proprio vicino al frazionamento si doveva addormentare?!”. Scendiamo:  pozzetti, P35, l’ultima calata attrezzata dai ragazzi...finalmente il mio primo armo! Pino comincia a tirar fuori l’occorrente dal sacchetto d’armo, mentre io mi allungo sulla cengia per studiare passaggio e calata: un attacco naturale, primo buco, armo un traverso che porta all’imbocco del salto da 5m: “Pinoooo a me non sembrano 5m!”, “Ma noooo, è che da sopra non sembrano”...infatti da sotto ne sembreranno all’incirca una ventina. 

Comunque io armo e fortunatamente ho delle agevolazioni: Pino per l’occasione ha pensato bene di usare un canapone che a malapena entrava nel discensore (farci la chiave non lo racconto proprio), niente moschettoni ma solo maglie rapide (ché qua il materiale non è che ce lo regalano) e quando hai finito di bestemmiare perché il canapone a malapena ci entrava dentro e, strapieno di fango, è un casino aprire, chiudere...ché ti scivola tutto, ecco che Pino caccia fuori le ultime maglie rapide che non erano neanche da 13, ma da 14...nessuno dei due ovviamente ha la chiave. 

Ma finalmente arriviamo giù:  posso scaricarmi tutta l’attrezzatura da dosso e, da ‘albero di Natale’, ritorno un normale speleologo...posso dirmi soddisfatto del mio primo armo. La grotta cammina oramai in orizzontale: un passaggio tra crolli e dopo una disarrampicata di qualche metro siamo finalmente al vecchio fondo. L’acqua è stupenda, un blu che spicca soprattutto perché tutto intorno è fango, fango di cui credo mi ricorderò per tutta la vita, perché data un’occhiata sommaria e guardato l’orologio (sono le 15:45) decidiamo di risalire.

sifone grava dinverno

Il primo ad avviarsi e Pino: dà un’occhiata in un punto che poi decideremo che in futuro uno sguardo in più lo merita, supera il frazionamento e arriva sopra.  

“LI-BE-RA!”

Ok, mi preparo: qualche pedalata e sono già al frazionamento, passo al tiro lungo e qualcosa non va come dovrebbe: all’inizio era soltanto la maniglia che ogni tanto andava di liscio, ma bastava muoverla in maniera più lenta e decisa per bloccarla. A metà salto invece si aggiunge anche ìl croll: il troppo fango accumulato nello scarico della molla faceva si che quando salivo, la corda non scorreva e non appena con la mano destra la recuperavo da sotto per poter salire, la corda scorreva benissimo...perchè il croll rimaneva aperto! Un calvario: spostavi la maniglia...e dovevi assicurarti che fosse bloccata...pedalavi...e dovevi contemporaneamente con la mano destra tirare la corda (che oramai non ne voleva sapere più di sfilare) e bloccare il croll (che non si sarebbe richiuso da solo, perché oramai il sistema a molla era andato).

Pino: “T U T T O    B E N E E E E?”

Risposta: “S I I I I I I… FINCHE’ MANIGLIA E CROLL NON MI SI APRONO CONTEMPORANEAMENTE!”

Arrivo su avanzando 10 cm alla volta: la risalita più stancante della mia vita. Ad un certo punto avevo anche pensato di fare cambio attrezzi e scendere per lavare i bloccanti, ma quando poi ho visto che il mio discensore era un ammasso di fango quasi concrezionato, ho pensato forse che era meglio risalire...piano piano...ma meglio risalire.

Racconto a Pino l’accaduto e intanto continuiamo a risalire: tra una bestemmia e una risata, ripercorriamo tutta la grotta a ritroso, sottolineando come a volte una semplice pausa possa cambiarti in meglio la vita:

                                             NON HO NESSUNO         SCOPO

                                                          E SONO FELICE…

Alle vaschette possiamo finalmente pulire un po’ meglio l’attrezzatura, ma l’acqua da sola non basta e la promessa che mi faccio per il futuro è procurarmi uno spazzolino o comunque qualcosa di adeguato per la pulizia degli attrezzi in caso di fango.

Ore 18:15: siamo fuori.

Sono le ultime deboli luci prima di una luna che illuminerà a giorno tutta la vallata dell’osservatorio astronomico: l’aria è calma, finalmente ci cambiamo, una bella tazza di the caldo, cioccolato fondente e anche questa giornata in grotta ha regalato tanti bei ricordi.

Domenico Perrotta

  1. Diciassettesimo corso di primo livello di speleologia dal 2 maggio – 1 giugno 2025
  2. 06 aprile 2025 - Giornata di avvicinamento alla speleologia.
  3. Sabato 16 novembre a Celle di Bulgheria evento "Grotta della Madonna: esplorazione e censimento"
  4. Puliamo il Buio 2024: Successo per l’Iniziativa di Pulizia e Sensibilizzazione alla Grotta Milano di Petina

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