Rilievo di Vallivona

 

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  DESCRIZIONE DELLA GROTTA

L’Affondatore di Vallivona si trova sul versante sud occidentale del monte Cervati ad una quota di 1100 m/sm. Rappresenta una traccia del glacialismo quaternario successivamente modificato in depressione carsica di quest’ area (da L’APPENNINO MERIDIONALE 1991). Era una grotta di attraversamento che raccoglieva le acque d’alta quota, queste scorrendo sul flysh miocenico presente, raggiungevano il portale nel quale si inabissavano per venire a giorno a Varco la Peta e Montemenzano. Questo corso d’acqua era in realtà l’alta via del Bussento che ha lasciato traccia del suo percorso nei condotti fossili posti al di sopra di quelli attivi. Negli anni ’70 vengono costruiti una diga, che sbarra l’ingresso della grotta, e una galleria artificiale per drenarne le acque. Attualmente, l’ingresso al portale(alto circa 20 m. e sovrastato da una parete di circa 60 m.) si raggiunge tramite la galleria artificiale lunga circa 200 m.

Si supera quindi un laghetto fangoso lungo una ventina di metri e largo dieci. Il muro della diga appare alto circa 7 m. ed è sovrastato ancora dalle assi ormai marcescenti lasciate dopo la sua costruzione. Al di sopra del muro uno spazio di un paio di metri permette l’ingresso. Dal lato interno, invece, l’altezza del muro è di circa 25 metri. Dalle notizie raccolte nonché dalla descrizione del Circolo Speleologico Romano che per primo nel ’53 visitò la cavità, il letto del torrente doveva essere posto a 20/25 metri al disotto rispetto all’attuale (la ricerca della documentazione è in corso). Essendo stata una grotta di attraversamento, l’Affondatore presenta un susseguirsi di salti e vasche. I primi quaranta metri seguono l’alto meandro largo in media 5 m., dopo un laghetto limpido posto sotto un saltino di un metro e mezzo, il meandro prosegue fino ad arrivare ad un vasto ambiente di crollo alto una quarantina di metri e largo una ventina. Dalla volta si nota il distacco di una grossa colata calcitica in corrispondenza della quale ha origine un lento rivolo saturo in CaCO3 che colora di bianco il letto nel suo tragitto. Superando la sala si è giunti alla diramazione Franchetti ramo attivo dal quale proviene l’acqua che alimenta il torrente che si và formando da questo punto in poi. La volta si abbassa per un breve tratto e dopo pochi metri si nota una polla attiva nonostante il lungo periodo di siccità. Dopo una decina di metri la volta torna ad alzarsi (30/40 metri). Siamo giunti in un ambiente attivo, una forra caratterizzata da vari salti (5,5,2,2,2,6,26,14,2) e laghi. Dopo l’ultimo saltino si arriva ad un tratto da precorrere fra notevoli crolli fino a giungere al fondo costituito da uno stupendo lago sifone terminale e dove si leggono le scritte SCR 63 e SCR 69.

Pensiamo che l’Affondatore possa riservare molte sorprese viste le innumerevoli risalite presenti e l’esplorazione del lago sifone terminale mai effettuata. Il lavoro non manca.

 

Precedenti esplorazioni:

 

‘55/56 Circolo Speleologico Romano

 

‘63/69 Circolo Speleologico Romano arriva al fondo

 

’89      Gruppo Speleologico Bolognese CAI esplora con due risalite esterne all’Affondatore il Finestrone Est e la Grotta del Tasso

 

’90       Speleo Club Roma esplora la risorgenza di Varco la Peta. 

 

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