Resoconto Manifestazione Puliamo il Buio 2011 nel Vallo di Diano

Posted by valloverticale on 2011-09-26 19:32:00 CEST


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Nella mattinata del 18 settembre una squadra di 25 speleologi della FSC in collaborazione con diversi volontari dei comuni di San Rufo e Corleto Monforte inclusi i rispettivi sindaci, Gianna Pina Benvenga e Antonio Sicilia, hanno realizzato un intervento di rimozione di rifiuti dall’imbocco dell’inghiottitoio di Piano d’Allaga.
La cavità è ubicata immediatamente a ridosso della SS166, poco più a est del Passo della Sentinella al limite tra i territori comunali di Corleto Monforte e San Rufo. La grotta è un inghiottitoio che assorbe le acque di un vasto bacino idrografico a cavallo tra la valle del Calore e del Vallo di Diano.
L’ingresso della grotta presenta un primo pozzo di 10m cui ne segue un secondo di 12 m ed infine dopo un breve tratto orizzontale un terzo pozzo di circa 18 m.
AL fondo della cavità si trova un lungo collettore sub orizzontale lungo cui l’acqua segue il suo naturale decorso sotterraneo fino ad un sifone.
A partire da questo sifone le acque proseguono fino a emergere di nuovo in superficie lungo il Fosso Valetorno circa 100 più a valle.
La didatticità di questa cavità dal punto di vista idrogeologico è stata di grande utilità per illustrare sul campo a tutti i convenuti i concetti di base delle modalità di circolazione delle acque sotterranee negli acquiferi carsici ed evidenziare in maniera eclatante l’impatto che ha sulle risorse idriche sotterranee l’utilizzo di simili cavità come discariche.
L’inghiottitoio per la sua vicinanza alla SS166 è purtroppo nel tempo stato trasformato in una vera è propria discarica abusiva ed al suo interno è stato riversato ogni sorta di rifiuto.
Durante l’intervento sono stati rimosse diverse lastre di Eternit, rifiuti ingombranti (frigoriferi, reti da letto, materassi, rottami ferrosi, etc.) parti di motocicli, pneumatici e rifiuti solidi urbani in genere.
Nel complesso sono stati recuperati a avviati allo smaltimento circa 600 kg di rifiuti.
Purtroppo l’intervento di bonifica, di cui la photogallery allegata riporta alcune fasi, non si può considerare risolutivo poiché durante le operazioni condotte è emerso che tutto un fianco del versante tra la SS166 e l’imbocco della grotta è stato utilizzato in passato come una vera e propria discarica costituita in prevalenza da RSU che oggi si presentano parzialmente occultati dalla vegetazione. A tal proposito, considerando la fragilità idrogeologica del sito sarebbe auspicabile programmare per il futuro più organici interventi di bonifica per il recupero dell’area e la tutela delle risorse idriche sotterranee.
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